Ricerca dottorale · visualizzazione interattiva dei dati
La convergenza tra spettacolo dal vivo e settore sociosanitario in Italia
Strumento esplorativo per la ricerca dottorale sulle arti performative e il welfare culturale. La dashboard interroga un corpus documentario di bandi, programmi e progetti (1995–2025) per osservare criticamente l'emersione del welfare culturale, la crescita della prescrizione sociale e le tensioni tra valore estetico, sociale e terapeutico delle pratiche artistiche.
Cos’è CROSS
Una cornice concettuale e visuale per leggere la convergenza tra spettacolo dal vivo e settore sociosanitario.
CROSS è l’acronimo di Convergenze, Relazioni e Orientamenti: Spettacolo dal vivo e Settore sociosanitario. Il progetto assume la forma di un atlante critico: non soltanto un repertorio di esperienze, ma uno strumento per leggere le configurazioni istituzionali, semantiche e progettuali che rendono possibile l’incontro tra arti performative, cura, benessere e welfare culturale.
L’illustrazione isometrica che apre l’app visualizza CROSS come uno spazio di attraversamento: un ecosistema composto da nodi, soglie, passaggi e dispositivi in cui convergono enti culturali, soggetti sanitari, fondazioni, comunità territoriali, lessici della salute e pratiche di partecipazione. Non rappresenta un caso singolo, ma una mappa concettuale della convergenza.
La dashboard traduce questa ipotesi in una struttura esplorabile: timeline, heatmap, mappe, network, matrici e indicatori permettono di osservare come il campo si distribuisce nel tempo, quali attori lo promuovono, quali target coinvolge e con quali modelli di governance e valutazione si legittima.
Installa CROSS
La dashboard può essere consultata come sito oppure installata come app su smartphone, tablet e computer.
Su Android / Chrome: apri il menu ⋮ e scegli Installa app oppure Aggiungi alla schermata Home.
Su iPhone / Safari: tocca Condividi e poi Aggiungi alla schermata Home. Safari non mostra sempre un pulsante automatico.
Su PC / Chrome o Edge: usa l’icona di installazione nella barra indirizzi oppure il menu del browser.
Introduzione metodologica
Natura del dato, perimetro e statuto epistemologico del corpus.
Questa interfaccia analizza record documentari relativi al periodo 1995–2025 (con un'appendice 2026 conservata per completezza). Il corpus è una ricognizione documentaria, non un censimento esaustivo delle pratiche italiane: registra ciò che è reperibile e tracciabile in fonti pubbliche, istituzionali e d'archivio. Di conseguenza, ogni distribuzione va letta come mappa del campo documentato e non come stima di prevalenza reale.
Le variabili si distinguono in due statuti, segnalati in tutta la dashboard:
dato presente variabili direttamente registrate nel file (anno/periodo, titolo, ente, tipo documento, URL fonte, asse). normalizzazione interpretativa variabili ricostruite dall'analista tramite codifica del testo (tipologia, regione, target, linguaggio artistico, governance, direzione della convergenza, valutazione, lacune). Queste ultime sono inferenze argomentate, non dati certi.
KPI iniziali
Misure di sintesi del corpus. dato presente per anni e record; normalizzazione per tipologie, governance, componente performativa e valutazione.
Timeline 1995–2025
Distribuzione annuale dei record per tipologia di dispositivo. tipologia: normalizzazione interpretativa
Periodizzazione interpretativa
Quattro fasi analitiche ricostruite sui dati (più radice pre-1995 e appendice 2026). normalizzazione interpretativa
Heatmap anno × tipologia
Densità dei record per anno e tipologia: addensamenti documentari e discontinuità storiche.
Direzione della convergenza
Da dove nasce il campo: cultura, sanità o co-progettazione. normalizzazione interpretativa
Mappa geografica regionale
Distribuzione regionale interna al corpus. regione: normalizzazione interpretativa ricavata da toponimi nel testo.
Mappa regionale a tessere, disposta secondo una geografia approssimata dell’Italia. L’intensità cromatica indica il numero di record geolocalizzabili per regione.
Network analysis dei promotori
Co-occorrenze tra categorie di soggetti promotori entro lo stesso record. categorie: normalizzazione interpretativa
Sankey della governance
Flusso: settore di origine → governance → target → linguaggio artistico → funzione dichiarata. normalizzazione interpretativa
Cluster tematici lessicali
Ricorrenza delle parole-chiave del welfare culturale. testo presente, conteggio normalizzato.
Matrice arti performative × target
Centralità o marginalità dei linguaggi artistici nei diversi ambiti di cura. normalizzazione interpretativa
Dashboard valutativa
Disponibilità e tipo di valutazione/documentazione. normalizzazione interpretativa
Mappa delle lacune documentarie
Dove il corpus è più debole: territorio, target, governance, valutazione, tipologia, fonte.
Tabella esplorativa filtrabile
Esplorazione record per record con filtri combinabili, ricerca libera ed esportazione.
| Anno | Titolo | Ente | Tipologia | Regione | Target | Arti | Governance | Direzione | Valutazione | Fonte |
|---|
Note critiche e interpretative
Sintesi argomentativa trasversale.
La dashboard non documenta una storia di successo lineare («la cultura cura»), ma un processo conflittuale e incompiuto. Tre tensioni la attraversano e ne costituiscono la posta interpretativa per la tesi.
1. Democratizzazione vs medicalizzazione delle arti. Il passaggio dal lessico clinico a quello partecipativo può leggersi come democratizzazione dell'accesso culturale, ma anche come rischio inverso: la medicalizzazione dell'esperienza estetica, ridotta a strumento prescrivibile. La prescrizione sociale incarna entrambe le possibilità.
2. Valore estetico vs valore sociale vs valore terapeutico. Le fonti tendono a giustificare le arti per la loro utilità sociale o sanitaria, oscurando il valore estetico autonomo. La debolezza valutativa (sez. 11) impedisce però di sostanziare anche le rivendicazioni di efficacia: il campo resta sospeso tra retorica dell'impatto e assenza di prove.
3. Innovazione vs precarietà strutturale. Il protagonismo del Terzo Settore e delle fondazioni genera innovazione, ma su una base di bandi a tempo e operatori precari. La convergenza appare trainata da finanziamenti discontinui più che da una politica strutturale: una istituzionalizzazione parziale esposta alla reversibilità.